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Le distribuzioni Linux

Una distribuzione, o, se si preferisce, una distro, costituisce il modo, al momento, più diffuso per rilasciare un Sistema Operativo Linux. Tipicamente, una distribuzione costituisce la sintesi di molti progetti e di moltissimi sforzi da parte di altrettanti attori nell'ambito del free software. Difatti, una distribuzione contiene al suo interno:

  • il Kernel Linux, ovvero il cuore del sistema operativo, lo sviluppo del quale è sostenuto dall'organizzazione non-profit Linux Foundation
  • librerie e strumenti GNU
  • il server grafico, tipicamente X.Org, implementazione open source del sistema grafico X Window System, e sostenuto dalla fondazione X.Org Foundation L.L.C.
  • un'interfaccia grafica: di norma un Desktop Enviroment come Gnome (il cui sviluppo è coordinato dalla GNOME Foundation), KDE (sviluppato grazie al contributo di volontari ed aziende come Novell, Trolltech e Mandriva), Xfce (con sviluppo e manutenzione a cura di volontari), o, più semplicemente un Windows Manager quale, ad esempio, OpenBox (il cui sviluppo e manutenzione è affidato all'opera di volontari)
  • una collezione di applicativi software open source (sviluppati e mantenuti da una miriade di aziende, comunità e progetti) che rispondono alle esigenze per le quali la distribuzione è stata creata.
  • Documentazione

Dal punto di vista storico, le distribuzioni hanno costituito un punto di svolta fondamentale per la diffusione di Linux. Prima della comparsa delle distribuzioni, difatti, Linux era riservato ai pochi addetti ai lavori, per lo più esperti Unix, da cui Linux deriva, con spiccate competenze tecniche. Le prime distribuzioni risalgono agli inizi degli anni '90 e nacquero proprio con l'intento di allargare il bacino di utenza Linux. Fra queste meritano menzione: MCC Interim Linux (Manchester Computing Centre dell'Università di Manchester - 1991), TAMU (Texas A&M University - 1992), SLS (Peter MacDonald - 1992), Yggdrasil Linux (Yggdrasil). Purtroppo nessuna di queste distribuzioni ebbe vita lunga, causa la mancanza di manutenzione. Di lì a poco (1993), però, Patrick Volkerding rilasciò una nuova distribuzione basata su SLS, col nome di Slackware; questa è, di fatto, la più antica distribuzione ancora attiva. Le distribuzioni Linux si posero subito come alternativa ai sistemi operativi DOS e Microsoft Windows per i PC IBM, al sistema Mac OS per i sistemi Apple Macintosh, ed a altre versioni proprietarie di Unix. Molti dei primi utenti erano già abituati a Unix per motivi di lavoro o studio e passarono a Linux per la stabilità, il basso (o spesso nullo) costo, e grazie all'inclusione del codice sorgente di tutto o quasi il software incluso.

Al giorno d'oggi, società come Red Hat, Novell, Mandriva e Canonical, solo per citarne alcune, e progetti di comunità come Debian, Slackware e Gentoo, assemblano e testano le varie componenti software rilasciando con cadenza regolare distribuzioni personalizzate e variegate, per la maggior parte gratuite. Esistono, al momento, più di 300 progetti relativi a distribuzioni Linux in sviluppo, revisione e miglioramento che si differenziano per:

  • usabilità: alcune distribuzioni fanno della facilità d'uso la propria bandiera; altre, rivolgendosi ad utenti esperti, valorizzando altri aspetti di efficienza
  • specifiche scelte progettuali: i vari software di mantenimento del sistema, l'installazione, la rimozione e la configurazione del software, etc.
  • dimensione: si stanno sempre più affermando distribuzioni minimaliste che, offrendo servizi basilari, ma di qualità, richiedono un'occupazione di disco veramente esigua
  • portabilità: alcune distribuzioni possono essere eseguite direttamente da supporto esterno, quindi senza necessità di essere installate
  • stabilità: alcune distro sono fortemente orientate al nuovo, mentere altre prediligono prodotti soprattutto affidabili.

Risulta, di conseguenza, difficile rispondere alla tipica domanda che il nuovo utente si pone di fronte all'enorme offerta Linux: "quale distribuzione scegliere?". Per forza di cose, la risposta non può essere univoca perchè dipende fortemente dalle esigenze dell'utente. La cosa risulta anche evidente dal seguente prospetto che riassume le caratteristiche salienti delle distribuzioni al momento più popolari.

Ubuntu: Nata nel 2004 per volere di Mark Shuttleworth (il miliardario sudafricano a capo della società Canonical e già facente parte del progetto Debian da cui Ubuntu eredita la struttura fondamentale), è, ad oggi, la distribuzione più famosa al mondo. Distribuita nelle tre vesti, Unity, KDE e Xfce, i sui punti di forza sono: la facilità di installazione ed utilizzo, l'elevato numero di applicativi disponibili, i frequenti aggiornamenti (con rilasci di versione rigorosamente semestrali) e il fatto che può contare su una validissima comunità di supporto. Tra le distribuzioni derivate merita sen'altro di esser ricordata Linux Mint, anch'essa in rapidissima ascesa nella classifica del gradimento. Ad Ubuntu va sicuramente riconosciuto il merito di aver contribuito a diffondere la cultura Linux nel mondo.
Fedora: Diretto concorrente di Ubuntu, Fedora nasce nel 2004 come erede della storica Red Hat (Bob Young e Marc Ewing - 1995): non a caso il termine "Fedora" prende spunto dal nome che in alcuni paesi viene attribuito al cappello modello Borsalino già simbolo di Red Hat). Il progetto Fedora, oltre che per l'elevata qualità del prodotto, si caratterizza per la nutrita comunità di riferimento e per l'uso di software rigorosamente non proprietario e di ultimissimo rilascio.
OpenSUSE: Il progetto openSUSE, sponsorizzato da Novell, enuncia fra i suoi obiettivi: rendere SUSE Linux la distribuzione più semplice per chiunque e la piattaforma open source più largamente utilizzata; fornire un ambiente per la collaborazione open source che renda SUSE Linux la migliore distribuzione Linux nel mondo sia per i nuovi utenti che per quelli più esperti; semplificare sensibilmente e aprire lo sviluppo e i processi di pacchettizzazione per rendere SUSE Linux la piattaforma di scelta per hacker Linux e sviluppatori di applicazioni. Si tratta, quindi, di una distribuzione fortemente orientata alla semplicità d'uso. Il limite di OpenSUSE risiede, tuttavia, nella dimensione che ne fa una distribuzione non idonea a qualsiasi tipo di hardware.
Debian: Nonostante sia stata una delle prime apparse, Debian continua ad essere una delle distribuzioni più apprezzate al mondo. Sviluppata attraverso la collaborazione di volontari in ogni parte del mondo, Debian viene distribuito con oltre 29.000 programmi già compilati e impacchettati pronti per essere istallati. Il suo punto di forza risiede nella grande stabilità imposta dai severi test eseguiti in occasione di ogni nuovo rilascio. Questo, se da una parte rende Debian particolarmente affidabile ed indicata per ambienti server, dall'altra condiziona lo sviluppo a tempi particolarmente lunghi.
Arch Linux: Arch Linux è una distribuzione del tutto particolare. Creata da Judd Vinet nel 2002, ha fra i suoi obiettivi: leggerezza, semplicità, modernità e velocità. Arch Linux segue il principio del KISS (Keep It Simple, Stupid). L'idea di fondo è, difatti, quella di rendere il sistema quanto più possibile comprenibile all'utente e, contestualmente, di rendere l'utente massimamente consapevole e responsabile dei meccanismi e processi che riguardano il sistema che sta utilizzando. Questo, a cominciare dalla fase di installazione che, di proposito, non è supportata da alcuno strumento automatico. Per queste sue caratteristiche, Arch Linux risulta estremamente flessibile, configurabile, particolaremente idoneo per chi voglia approfondire la conoscenza di Linux, ma forso poco adatta al neofita.
Mandrivia: Nata nel 1998, fino al 2005 era nota come Mandrake Linux. Si tratta di una distribuzione orientata principalmente al desktop, alla facilità di gestione ed installazione, particolarmente consigliata agli utenti meno esperti. La sua derivata per eccellenza, PCLinuxOS, rischia ora di superare il genitore.
Slackware: Nota anche come la più antica distribuzione Linux, Slackware è stata concepita per essere quanto più possibile vicina a Unix ed è considerata, infatti, un ottimo modo per imparare il funzionamento di GNU/Linux. Essendo rimasta legata alle origini, rispetto ad altre distribuzioni è evidente in Slackware l'assenza di strumenti avanzati di gestione e configurazione. Ciò nonostante, Slackware è una distribuzione snella ed elegante e vanta un grande seguito di estimatori.